Cambio look

GrepPipeLinux cambia aspetto. Questo nuovo tema è un po’ più pesante del precedente, ma pur rimanendo piuttosto essenziale nella grafica mi sembra migliori la leggibilità del sito, soprattutto negli sketches. Stavolta ho dovuto abilitare ZenCache per alleviare un po’ il carico del web server. Ricordo che questo sito gira su un Raspberry Pi2 dedicato con installata RedSleeve 7.1

RedSleeve 7.1 – Kernel 4.1.6

Tra i vari repository YUM di cui bisogna cambiare i puntamenti nell’immagine originale c’è anche il raspberry.repo, che contiene solamente il Kernel e il firmware specifico per la scheda, nel mio caso il Rasberry Pi2. Dal momento che contiene un Kernel 4 ho voluto aggiornare la distro per provarlo.

Questo è il file /etc/yum.repos.d/raspberry.repo da sostituire all’originale:

Una volta salvato con il comando yum upgrade viene riletto l’elenco dei repository e quindi si può procedere con lo yum update. E’ richiesto un reboot di siatema.

 

RedSleeve 7.1 – Running on GrepPipeLinux :)

Unknown-1

Oggi durante la giornata la “vecchia” Fedora 21 è letteralmente impazzita. Systemd ha cominciato a dare i numeri portando instabilità su MariaDb, Apache (che sono caduti) e perfino l’interprete di comandi. L’ho spazzata via, e ora GrepPipeLinux gira sotto RedSleeve 7.1,

Non sono riuscito a capire cosa sia successo, se un incauto update che è arrivato dai repository ufficiali della distribuzione oppure una interruzione di corrente avvenuta qualche giorno fa. Fatto sta che, data la fretta di rimettere in piedi il sito,  ho colto l’occasione per mettere ulteriormente sotto test la RedSleeve facendogli gestire un sito WordPress. E con questo l’ultima Fedora che utilizzavo se ne va in pensione 🙂

RedSleeve 7.1 – Configurare la scheda wi-fi.

Come primo test ho deciso di togliere il Raspberry con installata la RedSleeve 7.1 dallo switch di rete insieme agli altri server ed installare tramite un classico dongle wifi (solito mini-dongle basato sul chip Ralink 5370) un interfaccia wlan per poterlo portare con comodo sulla scrivania e provare a collegarlo a qualche sensore. Tutto questo senza servirsi del Network Manager ma ripetendo le procedure che ho già indicato in un mio post precedente (http://greppipelinux.synology.me/?p=13). Tutto è andato bene e l’interfaccia wlan0 funziona perfettamente. E’ già un buon inizio, ad esempio la Centos 7-arm allo stato attuale non riesce a gestire le interfacce di rete (come dovrebbe invece fare) senza il NM avviato. Ho scritto già un post sul sito ufficiale da un paio di settimane per chiedere spiegazioni in merito ma nessuna risposta.

Prossimo step le librerie GPIO per Python e C.

RedSleeve 7.1 – L’annuncio ufficiale

RedSleeve7

Ho visto solo da qualche giorno che il 18 luglio sul sito ufficiale della RedSleeve è stato pubblicato un annuncio riguardante l’uscita della RedSleeve 7.1. In effetti l’immagine è rimasta sempre quella pubblicata a Maggio del 2015, quindi gli aggiornamenti risiedono nei pacchetti contenuti nei repository ufficiali. L’ho installata su una nuova microSD per testarla di nuovo e in modo più approfondito. Nel mio caso si tratta di quella realizzata per il Raspberry Pi2. Ricordo che l’utente root ha come password preimpostata “password”. Appena fatta partire ho effettuato alcune operazioni preliminari che descrivo sinteticamente, senza entrare nei particolari per il momento. Il problema più grosso sono i repository di Yum che non esistono più e vanno sostituiti con i nuovi.

  1. Ridefinito la password di root con una più sicura.
  2. Cambiato il nome host in (/etc/hostname).
  3. Aggiunte alcune variazioni nel file /boot/config.txt assegnando il mimimo possibile di memoria alla GPU e aggiungendo lo schema di clocking del RPi2

4. Tolto il NetworkManager che risulta attivo (stop e disable) e ho lasciato gestire la lan wired dall’ifcfg-eth0. Tutto OK.

5. Tra i (pochi) servizi attivi ho rimosso Postfix (stop e disable) che se non utilizzato va tolto da un minimal server.

6. Verificato che Selinux fosse disabilitato e che (per il momento) il firewall (firewalld) fosse spento.

7. Espansa la partizione di root (/) alla capacità massima della scheda, in questo caso 64Gb.

8. I repository di YUM nella directory (/etc/yum.repos.d) non funzionano. Ho rinominato quelli presenti in .old e ho provveduto a creare un nuovo RedSleeve.repo contenente:

Il comando < yum upgrade > li trova correttamente, dopo di che lo < yum update > aggiorna  una certa quantità di pacchetti.

A questo punto inizierò la fase di test, controllando varie tipologie di utilizzo, comprese l’installazione e l’uso delle librerie GPIO che per ora vengono giudicate affidabili (a ragione) solo in ambiente Raspbian. Spero che si dimostri una distro affidabile, visto che la Centos 7 mi risulta ancora in fase Alpha e ci vorrà  svariato tempo prima di essere completata.

 

 

 

Redsleeve 7: sono cambiati i repository Yum

Oggi controllando gli aggiornamenti tramite Yum sulla Redsleeve 7 ho avuto la brutta sorpresa di trovare tutti i puntamenti cambiati con un bel errore HTTP 404 su tutti i repository. La cosa brutta è che il sito ufficiale non è più aggiornato da 3 anni ormai (ma perché??) e nessuno ha potuto segnalare la cosa. Dopo una breve ricerca sul sito FTP di Redsleeve ho trovato i nuovi puntamenti, che spero siano definitivi.

I file da modificare sono 3 e si trovano nella directory /etc/yum.repos.d

In effetti vanno modificate solo le righe relative alla direttiva mirrorlist ma riporto i file per intero con il vecchio puntamento commentato nel caso un giorno ci fosse la necessità di ripristinarli. Dopo averli modificati dare un comando yum upgrade e poi yum update per controllare eventuali nuovi aggiornamenti.

Redsleeve.repo

epel.repo

raspberry.repo

RedSleeve 7: un clone RedHat 7 per i Raspberry

Stavo giusto notando che erano scomparsi da Internet i link che rimandavano ad immagini  ready-to-use di Fedora 21 per Raspberry quando mi sono imbattuto in un sito, http://www.redsleeve.org, che molto pretenziosamente esponeva una distro  Linux per Rpi chiamata RedSleeve (Manica Rossa, la citazione al Cappello Rosso di RedHat ci sta tutta, logo compreso). Versione 6, del tutto simile alla RedHat 6, quindi. L’ho scaricata e si tratta di un’immagine cosiddetta ready-to-use, quindi comprensiva della boot partition. Sono rimasto piuttosto deluso: c’è un fastidioso bug nella gestione del file etc/shadow che costringe chi si logga come root a cambiare la password ogni volta (!) e i repository Yum sono decisamente pessimi. Non ne vale la pena.

Ho voluto provare anche la RedSleeve 7, che nel sito non è menzionata ma che però esiste nell’ftp dove risiedono le immagini e stavolta mi sembra che ci siamo. Ecco il link:

http://www.mirrorservice.org/sites/ftp.redsleeve.org/pub/el7-devel/el7/rootfs/

Ci sono versioni per Rpi, Rpi2 e perfino delle immagini che faranno felici i possessori di schede Odroid. Si tratta anche qui di un clone della corrispondente versione di RedHat, quindi basata su systemd. Sostanziale differenza è che usa coraggiosamente il nuovo kernel 4.0.4. L’utente root predefinito ha come password “password”. Stavolta non ci sono i difetti che ho riscontrato sulla versione 6 ed è addirittura disponibile un repository EPEL dedicato. A un primo esame non ho notato difetti evidenti ma prima di utilizzarla stabilmente come server la terrò in test per qualche tempo. Consiglio di provarla, si tratta di una immagine adatta per server headless , e nell’attesa che esca fuori una CentOS ufficiale per RPi mi sembra un ottima alternativa a Fedora. Ricordo che non ha bisogno di ulteriori manipolazioni della boot partition, l’immagine parte subito. L’unico intervento che si può fare dopo la prima esecuzione è inserire nel config.txt la variabile gpu_mem=16 per portare la RAM disponibile per il server al massimo.