Banana Pro e BerryBoot

Dopo aver provato le varie distribuzioni presenti sul sito ufficiale di Lemaker sono giunto alla conclusione che il metodo migliore di dotare il Banana Pro di una buona distribuzione Linux è quello di scaricare BerryBoot e gestire il tutto tramite questo prodotto. Lo possiamo trovare a questo link:

http://www.lemaker.org/resources/9-131/berryboot.html

Si tratta della versione 1.0, che poi viene aggiornata non appena si è fatto il boot dalla scheda microSD. BerryBoot permette di gestire un comodo multiboot tra più distribuzioni, se si ha a disposizione un HDD o SSD collegato alla porta SATA dà l’interessantissima possibilità di spostare là il sistema operativo con indubbi vantaggi di spazio disponibile e infine mette a disposizione delle distro Linux più aggiornate rispetto a quelle presenti nel classico link di Lemaker.

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Il concetto è molto simile al Noobs per il Raspberry, ma in effetti risulta essere molto più potente. C’è da dire che esistono versioni di BerryBoot sia per il vecchio Raspberry che per il Pi2, per cui lo consiglio caldamente.

Per me è stato piacevole scoprire ad esempio che è disponibile una Fedora 21 con installato Mate, che a me non interessa, ma che risulta nettamente migliore della Fedora 20 proposta da Lemaker che ha secondo me qualche problema nel kernel (vedi le considerazioni sul carico sempre a circa 1 anche quando il server è idle che ho fatto nel precedente articolo). Con un buon lavoro di ripulitura dei pacchetti che non servono ad un uso “headless” penso si possa tirar fuori un ottimo OS adatto ad un server.

berryboot02

 

Per chi preferisce Debian c’è comunque una Raspian Wheezy che mi sembra più aggiornata rispetto alla classica proposta sempre nel sito Lemaker. Esiste una seconda pagina di distro (tab Others) dove si possono trovare anche un paio di distro Ubuntu e altri sistemi operativi meno “popolari”.

Concludo con l’inevitabile: il cavetto dell’antenna wifi in dotazione come prevedevo si è staccato. Basta muovere il contenitore con il Banana montato o usare i piccoli tasti di reset e accensione presenti sulla scheda e prima o poi si stacca, non c’è nulla da fare. Probabilmente, se proprio non si può fare a meno del modulo wifi onboard, è meglio far cadere una goccia di qualche resina sul connettore una volta installato per “inchiodarlo” saldamente alla motherboard. Tra l’altro sulle schede nuove non c’è speranza, è stato usato lo stesso sistema.

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